Rassegne stampa: Avv. Lega: “Riforma forense, per gli studi organizzati è un’occasione persa”

Avv. Lega: “Riforma forense, per gli studi organizzati è un’occasione persa”

Dicembre 9, 2025

«La riforma dell’ordinamento forense punta ad aggiornare la professione ma rischia in realtà di rappresentare un passo indietro», dice Giovanni Lega, presidente di ASLA Associazione Studi Legali Associati e fondatore di LCA. «Il linguaggio usato nel testo è ambiguo e non riflette l’evoluzione del mondo legale. In particolare, la definizione delle attività «esclusive dell’avvocato» – limitate a quelle connesse all’attività giurisdizionale – esclude ambiti come M&A, quotazioni in Borsa o project financing, rivelando una visione superata e poco aderente alla realtà delle nuove specializzazioni dell’avvocatura. La riforma delle società tra avvocati (STA) desta forte preoccupazione: l’obbligo per gli avvocati di detenere non solo i due terzi del capitale e dei diritti di voto, ma anche dei diritti agli utili, limita la libertà organizzativa e contraddice i principi del diritto societario. Una misura che riduce la flessibilità economica, scoraggia gli investimenti e penalizza soprattutto i giovani professionisti, ostacolando la crescita di strutture più moderne e competitive. Il divieto di prestare attività al socio non professionista o a soggetti a lui collegati è una norma discutibile: impedirebbe a giovani avvocati di assistere familiari soci o a law firm internazionali di collaborare con le proprie sedi estere, mostrando una visione miope e distante dalla realtà del mercato legale globale».

«La riforma dell’ordinamento forense cita inoltre gli avvocati monocommittenti, ma senza definirli chiaramente. Si limita a classificarne l’attività come prestazione professionale autonoma, per tutelarne l’indipendenza. Tuttavia, restano irrisolti i temi centrali: quali diritti spettino a questi avvocati e come superare la doppia imposizione del 4%, che continua a penalizzare sia i collaboratori sia gli studi. Manca il sostegno dell’esercizio collettivo della professione eppure, proprio le strutture associate, sono le uniche in grado di garantire innovazione e competitività all’avvocatura del futuro».